Disco del Mese - Gennaio 2026

Disco del Mese - Gennaio 2026

Weft - The Splintered Oar

Andrea Corinti

Baro perché metto in cima uno degli inevitabili recuperoni di dicembre: non che il 2026 non sia partito bene eh, ma The Splintered Oar una menzione di merito come se la meritava tutta.

Segnalato da Zel, disco sublime del violoncellista dei Panopticon, un black / death metal progressivo vecchia scuola con tratti Opeth di cui mi sono davvero innamorato, fosse uscito prima penso se la sarebbe tranquillamente giocata tra i miei dischi preferiti del 2025 (in 'sto senso, meglio così che già ero abbastanza in crisi...)

Kauan - Wayhome

Kauan - Wayhome

Altro extra-anno, questa volta da Efi!

È uscito a novembre ma vabbè, russi che cantano finlandese in atmosfere ambient-folk che ogni tanto si fanno più aggressive: dovevo menzionarlo per forza pure lui (poi non baro più o quasi, giuro).

Disco da sottofondo ma anche qualcosa in più, da studiarsi per benino 😌

The Protomen - Act III: This City Made Us

The Protomen -  Act III: This City Made Us

Scopro questi simpatici nerd con notevolissimo ritardo ma mi segno un probabile recuperone nei prossimi giorni:

una rock opera ottantiana piena di synth, con qualche acutone da Rainbow / Dio solista, ma soprattutto Meat Loaf che della rock opera è forse il padrino vero e proprio.

Poi ecco, io con gli USA ho un rapporto un po' controverso in linea generale ma qui abbiamo proprio quel tipo di americanate per cui ho un debole e che obbiettivamente possono rendere bene solamente loro 😌

(ogni tanto c'è anche il momento No easy way out da Survivor, quindi discone a prescindere)

Bygone - Bygone

Bygone - Bygone

daddy prog rock settantiano?

Daddy prog rock settantiano.

Bellissimo: sembra di sentire Thin Lizzy, Deep Purple, UFO e un disco perduto dei Blue Oyster Cult con la voce di Paul Stanley.

Certo, ennesimo fintovecchio, ma stupendo!

Elevation - Enshine

Elevation - Enshine

Si torna con Zel e Angry Metal Guy, death doom franco-svedese di tutto rispetto maaa soprattutto molto particolare:

In verità la prima parte dell'album l'ho ascoltata volentieri senza però emozionarmi troppo (classiche sensazioni da "mh, carino ma dovrò riascoltarmelo") poi però a metà album parte Distant Glow e le cose iniziano a farsi strane, magiche, splendide:

devo lasciarlo raffreddare un po' e tornarci sopra tra un po', perchè è al momento è un amore parziale.

Ulver - Neverland

Ulver - Neverland

Ovvero il disco di San Silvestro 2025!

Per quanto mi concerne ogni nuovo lavoro degli Ulver (e quindi di Kristoffer Rygg) è un evento, anche se qui non sono esattamente "il mio tipo di Ulver", ma comunque una colonna sonora ambient elettronica che fa da perfetto sottofondo lavorativo, con il solito estro e abnorme valore produttivo.

Wildhunt - Aletheia

Wildhunt - Aletheia

Udite, gioite! (?) I finti anni '80 son tornati!

Heavy Thrash onesto anche se nulla di particolarmente memorabile onestamente, ma sono quelle ricette classiche che su di me suscitano sempre un certo fascino (e ci sarebbero delle potenzialità per qualcosa in tinte più epic, sullo stile di quello che hanno fatto i miei amati Sumerlands con Dreamkiller)

Chitarristicamente molto bello: ci sono momenti che mi hanno ricordato le origini speed dei cari Blind Guardian (sarà la scuola thrash cruccosa?)

Produzione un po' troppo sottovuoto e forse avrei gradito un po' di cattiveria in più (secondo me questi sono meglio in live che in studio, a naso), ma bello! Sole Voyage in particolare una chiusa che vale tutto il disco.