Il Metal

Il Metal

cos'è il metal?

Andrea Corinti

Un variopinto genere musicale.

Bene, se vi interessano le definizioni oggettive potete fermarvi qui, perché tutto il resto è pure più personale del solito.

Anzi, forse è anche per questo che non ho mai provato a scrivere questo post.

Poi vabbè, è morto Ozzy, tra i miei vari deliri ho scritto questo e ho tentato di rifletterci un attimo.

Tribù

Per vari motivi (alcuni ignoti) mi sono sempre sentito una sorta di anarco-individualista un po' in tutto (no, non come quello stronzo di Milei, intendiamoci).

Perché non è tanto (non solo?) un discorso politico, quanto più un modo di sentire la vita.

Anche per questo, in passato credo di aver colpevolmente sottovalutato l'importanza di "trovarsi" per varie comunità, come banalmente quella LGBTQIA+, e quindi l'esistenza di sentirsi rappresentatɜ eccetera.

Un po' certamente perché sono uno scontato maschio bianco cisetero, ma principalmente perché non mi sono mai sentito rappresentato da niente e anzi, confesso che chiunque tentasse di inquadarmi in qualche tipo di sottoinsieme sociale mi ha sempre fatto abbastanza incazzare (pure quando aveva sociologicamente ragione, per carità).

Della serie: pur apprezzando il calcio, sentirmi identificato come parte di una tifoseria è una roba che personalmente malsopporto.

sociologia

Ho sempre avuto simili problemi anche con vari partiti politici, specialmente quelli di sinistra (perché è idealmente l'area a cui mi sento più vicino, il resto non l'ho mai guardato come una possibilità).

Ragionadoci, ho vari problemi pure con la "comunità nerd" a cui certamente appartengo, ma di cui mi sento parte solo fino a un certo punto.

Forse perché il termine non mi piace e lo trovo un po' troppo connotato su aspetti USA, forse perché con molte realtà di quell'universo ho sempre cozzato particolarmente male, boh non lo so.

Ça va sans dire, da estimatore di anime/manga tutto ciò vale anche per i vari Otaku, Weeabu o fate voi.

Insomma, difficilmente mi sento parte di un insieme, e la cosa tendenzialmente mi va benissimo.

E stranamente, il metal è l'unica eccezione di cui ho coscienza. L'unico sottogruppo in cui, nel bene o nel male, mi sento sempre a casa.

Metallinɜ

Non che nel metal non ci siano contraddizioni o elitismo, anzi è una scena colma di un sacco di ismi molto brutti:

vi ricordate I dieci metallamenti degli Atroci? Loro scherzavano, ma molta gente quel tipo di fanatismo lì l'ha preso sul serio.

Forse perché lǝ metallarǝ, stringi stringi, è unǝ disadattatǝ incazzatǝ col mondo con una certa fascinazione per un escapsimo esoterico e nerdate più o meno tecniciste al limite del maniaco.

Cioè, nel metal abbiamo professoroni come i Dream Theater e gente che registrava scordata con la produzione di un tagliaerba come i primi Bathory (ciao Quorthon, io ti amerò per sempre), non so se mi spiego.

Tutto e il contrario di tutto.

metal genres lotr

E non parliamo solo di una faccenda musicale eh:

per dire, anche se nel metal il discorso omofobico negli anni purtroppo si è certamente visto, una delle leggende che hanno contribuito a definire il genere è Sua Maestà Rob Halford che è un'icona gay tipo da sempre (e probabilmente ha diffuso borchie e vestiti di pelle che lui utilizzava già in altri contesti, o così narrano certe leggende)

Rob Halford

Forse anche per questo, sebbene bigottismo e chiusura mentale spesso e volentieri caratterizzano un botto di metallarɜ, per la mia esperienza in media si tratta sempre di gente che accetta chiunque.

Magari un insospettabile commercialista che ascolta i Meshuggah, il camionista sosia di Pino Scotto, la fangirl esagitata di Ville Valo, quello che i Metallica? Ok ma solo i primi album...

Gente che potenzialmente si detesta, eppure in qualche modo sente di appartenere a quello stesso mondo lì.

La musica prima di tutto insomma, ma forse pure qualcosa in più visto che appunto, come chiunque ascolti metal sa bene è parecchio complesso mettere assieme chi ascolta boh, i Dragonforce con chi ascolta i Mayhem (oppure no! Dipende).

Forse il sentirsi sempre fuori posto, anche quando oramai in teoria ci si è integrati, si portano i capelli corti e la gente non ti prende più a priori per un drogato bestia di satana (o almeno, non subito).

Eddie Stranger Things

Anche se fu certamente una vera e propria ruffianata, direi che Eddie in Stranger Things ha rappresentato piuttosto bene lo stereotipo.

Ozzy

In tutto questo discorso, Ozzy era un po' il nostro vampiro originale.

Come al solito, Mikael Åkerfeldt degli Opeth è stato perfetto nel rendere bene a parole il sentimento di chi fa musica da professionista, ma più generale la visione dei fan approcciatosi a questo genere grazie ai Black Sabbath (oh, siamo tantɜ).

Ozzy non è l'unico nume tutelare nel nostro phanteon, ma forse il più totalizzante, quello che più ha unito importanza musicale, presenza scenica e portata mediatica.

Il tutto nell'arco di svariati decenni, colmi di tutte le contraddizioni e gli eccessi di questo mondo.

Ozzy Osbourne